Pubblicato da: luigivassallo | 28 febbraio 2021

L’altra storia

L’altra storia

di Luigi Vassallo

A leggere un libro di storia si ha la sensazione che la storia umana, cioè la vita dell’umanità dalle origini ad oggi, l’abbiano fatta solo o soprattutto i Cesari, i Napoleoni ecc. Gli “altri” compaiono tutt’al più sotto l’etichetta generica di popolo, massa, gente. Così sappiamo cosa pensasse Napoleone prima della battaglia di Waterloo, ma ignoriamo (e non c’importa neppure) che cosa pensasse quel soldato della terza fila con un brutto sfregio sulla guancia o quel ragazzotto biondo sempre sorridente e fiero che si sarebbe preso in pieno petto la prima palla di cannone. Continua a leggere…

Pubblicato da: luigivassallo | 28 febbraio 2021

Intorno a noi

Intorno a noi

di Luigi Vassallo

Intorno a noi accadono tante cose e si muovono tante persone: cose e persone varie e diverse, come vari e diversi sono i punti di vista da cui possiamo osservarle. E l’importante, secondo me, è proprio osservare, non già giudicare, perché giudicare non è altro che un osservare da un particolare punto di vista con la pretesa, però, che questo particolare punto di vista sia l’unico valido.

Osservare, invece, è un guardare attraverso gli occhiali (il punto di vista particolare) con la consapevolezza che gli occhiali di cui si fa uso non sono gli unici possibili, ma se ne possono usare altri, forse migliori, anche se sempre “occhiali”, cioè sempre punti di vista particolari. Continua a leggere…

Pubblicato da: luigivassallo | 28 gennaio 2021

Non devo né voglio pentirmi, non so di che cosa mi debba pentire

Non devo né voglio pentirmi, non so di che cosa mi debba pentire

  • Il processo a Giordano Bruno: sintesi dei documenti

https://luigivassallo.wordpress.com/2010/02/16/processo-condanna-e-morte-di-giordano-bruno-sintesi-dei-documenti/

  • Introduzione al pensiero di Giordano Bruno

https://luigivassallo.wordpress.com/2017/02/03/introduzione-a-giordano-bruno/

Pubblicato da: luigivassallo | 28 gennaio 2021

L’ALTRA META’ DEL CIELO

L’ALTRA META’ DEL CIELO

Qui di seguito alcuni contributi per leggere la storia collettiva e quella individuale non più con un’ottica solo maschile.

 

  • LA LOTTA DELLE DONNE NELL’ITALIA DEL XIX SECOLO

Una relazione scritta che esamina le diverse anime e rivendicazioni delle lotte delle donne nell’Italia unita per la loro emancipazione. CONTINUA A LEGGERE:

https://lamemoriadellamemoria.wordpress.com/2020/11/16/la-lotta-delle-donne-nellitalia-del-xix-secolo/

 

Nel ’68 esplode in Italia anche il femminismo facendo germogliare, nell’atmosfera iconoclastica e antiautoritaria del ’68,  stimoli culturali di femministe europee e americane e precedenti esperienze di collettivi di discussione e mettendo in discussione ruoli e organizzazione della famiglia e della società tradizionali. CONTINUA A LEGGERE:

https://lamemoriadellamemoria.wordpress.com/2021/01/28/la-lunga-marcia-delle-donne/

 

  • APPUNTI DI STORIA DELL’  8 MARZO

Per molto tempo si è creduto, e alcuni lo credono ancora, che le origini dell’8 Marzo come Giornata Internazionale della Donna andassero ricercate in una violenza subita da operaie americane morte in un incendio nella loro fabbrica a New York nel 1908 o, secondo altre versioni, a Chicago nel 1911. Gli storici hanno dimostrato che questo tragico evento in realtà è un mito fondante, cioè è il racconto di un fatto, che, a prescindere dalla sua veridicità o meno, fa da fondamento per il suo valore simbolico alla Giornata che si intende celebrare: nel nostro caso il fondamento  della Giornata Internazionale della Donna è costituito dal richiamo alla lotta delle donne contro ogni violenza, ogni sfruttamento, ogni discriminazione. CONTINUA A LEGGERE:

https://lamemoriadellamemoria.wordpress.com/2017/02/27/8-marzo-giornata-internazionale-della-donna/

 

  • 8 marzo 2010: Tina non parteciperà alle manifestazioni

Il prossimo 8 marzo Tina non parteciperà a nessuna delle manifestazioni di quelle organizzate ogni anno per ricordare la specificità della donna nel nostro mondo. In realtà Tina non ha mai partecipato a nessuna di queste manifestazioni e forse non se ne è mai neppure accorta. Perché Tina lo ha sempre saputo, senza averlo studiato su libri o in gruppi di autocoscienza, che la donna ha una sua insostituibilità nel mondo che si pretende solo per i maschi. Cominciò ad impararlo quando bambina di pochi anni, rimasta orfana, fu mandata dai nonni con la sorella di poco più grande in un’altra città presso parenti, mentre i fratellini maschi rimasero con i nonni e furono avviati agli studi e all’apprendimento di un lavoro.

CONTINUA A LEGGERE:

https://luigivassallo.wordpress.com/2010/03/03/8-marzo-2010-tina-non-partecipera-alle-manifestazioni/

 

Pubblicato da: luigivassallo | 28 gennaio 2021

Conosci te stesso

Molto impegnativo è il monito dell’antica cultura greca Conosci te stesso. Molto impegnativo, perché richiede, a chi gli dà ascolto, in primo luogo la fatica e l’attenzione di distinguere tra il “me stesso” come viene raccontato dagli altri (che possono di me costruire un racconto di attrazione o ripulsione), il “me stesso” come un me lo racconto io (che posso cedere alle stesse lusinghe di attrazione o ripulsione per una mia immagine di eroe positivo o eroe negativo) e il “me stesso” che sono veramente, che si sottrae al racconto degli altri e al mio autoracconto e si nasconde nelle pieghe del mio essere (in interiore homine habitat veritas), per rivelarsi, occasionalmente, in situazioni d’emergenza in cui cadono le maschere dell’io (quelle, che, non a caso, in latino sono chiamate personae). Si pensi, ad esempio, alla pandemia che mette a nudo quello che veramente siamo, con le nostre paure, le nostre fobie, le nostre meschinità, le nostre generosità.

Ciò detto, la questione, dal mio punto di vista, è che l'”io autentico”, che la cultura greca mi invita a scoprire e a riconoscere, non è una sostanza che preesiste alla mia nascita né un programma in divenire incastonato nel mio dna, ma è il prodotto della mia personale storia, che è una storia di relazioni, che, dalla nascita fino alla morte, coinvolgono il mio “io” (relazioni con i genitori, altri parenti, insegnanti, compagni di gioco e di scuola, persone incontrate occasionalmente, ecc.). Queste relazioni tessono la trama della mia storia personale nella misura in cui lasciano tracce, consapevoli o meno, sulla pagina del mio “io” che si sta scrivendo, mentre altre relazioni possono scorrerci sopra senza lasciare segno.

Conosci te stesso, dunque, richiede che io sia disposto a guardare, oltre ogni maschera, la mia sostanza autentica. Come reagirò a questo sguardo di verità? Potrei restare indifferente e accettare quello che è, senza farmene un dramma. Potrei essere contento di quello che vedo e sentirmi a mio agio in questa mia sostanza, per come è diventato il mio “io” nella sua storia di relazioni. Potrei, al contrario, trovarmi male a seguito della scoperta. E’ in questo caso, e solo in questo caso, che può nascere la domanda se la mia storia personale possa essere deviata dal percorso che ha seguito finora ovvero se ci sia una tale possibilità per il mio “io”.

Certo, la mia indifferenza a ciò che sono o il mio compiacimento per ciò che sono si rivelano come due risposte, che comunque scaturiscono dalla mia storia personale e non sono un atteggiamento ad essa estranea: come dire che non posso che essere quello che sono. E, ugualmente, il mio disagio per quello che veramente sono si radica nella mia storia personale di relazioni che ha inciso nel divenire del mio “io” la possibilità del dubbio, della non accettazione, della ricerca di alternative.

Solo se la mia storia personale mi lascia la possibilità di sentirmi male di fronte a  quello che sono vermente, solo in questo caso mi si offre l’opportunità di ripensare la mia storia personale per individuare in quale tappa o in quali tappe di essa possa inserirsi un progetto di inversione che si apra ad un’evoluzione del mio “io” in altra direzione. Non è detto che questo processo si compia, non è detto che giunga a conclusioni che possano piacermi. Ma, fino a quando non avrò imboccato questa faticosa risalita della mia storia personale, il monito Conosci te stesso continuerà ad agitarmi e a non lasciarmi tranquillo.

Per questo dicevo che l’antico monito greco è molto impegnativo.

Pubblicato da: luigivassallo | 2 gennaio 2021

Terrone

Terrone

Racconto di Luigi Vassallo

Mia madre si era preoccupata di portarmi subito in parrocchia, per farmi avere un’educazione religiosa e al tempo stesso garantirsi che occupassi il tempo libero senza correre troppi pericoli. Nella parrocchia, infatti, non c’era solo catechismo ma anche un tavolo da ping-pong, un biliardino ammaccato, un cortile dove si poteva giocare a pallone.

La parrocchia era un po’ una zona di frontiera: vi si ritrovavano figli di emigranti ma anche ragazzi originari di Sanremo. Fu in parrocchia che udii per la prima volta la parola “terrone”, che poi avrei sentito ripetere rivolta a me tante altre volte e con toni diversi: il tono paternalistico di un vecchio prete, il tono di sfida di un ragazzino arrogante, il tono di disprezzo di un signore che bestemmiava contro tutti i meridionali, sporchi e fannulloni. Continua a leggere…

Pubblicato da: luigivassallo | 2 gennaio 2021

La Pigna

La Pigna

Racconto di Luigi Vassallo

A scendere dal treno fummo in pochi. Sulla banchina della stazione di Sanremo c’era solo il capostazione con berretto e paletta, il quale si affrettò a dare il via al treno: un fischio e le carrozze sferragliarono lentamente, scomparendo sui binari che correvano lungo il mare.

Fuori dalla stazione mi trovai in una fantasmagoria di colori: donne dai vestiti vivaci si muovevano veloci assaporando sulla pelle la brezza estiva profumata dei fiori della Riviera; signori in abito scuro sostavano a chiacchierare sulle scalinate del Casinò dove avrebbero con noncuranza sfidato la sorte con manciate di gettoni, in cui avevano convertito i loro danari, pronti anche a lasciare il tavolo da gioco senza un quattrino in tasca ma col colletto della camicia ancora impeccabilmente inamidato. Continua a leggere…

Pubblicato da: luigivassallo | 1 gennaio 2021

Pagina di guerra

Pagina di guerra

Racconto di Luigi Vassallo

il fragore dell’ultima bomba s’era spento, il fumo si andava diradando, in lontananza svanivano gli uccelli di ferro dopo aver sganciato il loro carico di morte. Tommy camminava riluttante, cercando di evitare con gli stivali i brandelli di carne umana sparsi tra le macerie. Aveva sognato di camminare per quei viali, se n’era riempito gli occhi quando sui libri di scuola studiava la storia di quella gloriosa città.

S’era immaginato a intrufolarsi nei vicoli remoti, ad affacciarsi sul fiume, penzolando dallo storico ponte, a rovistare tra le bancarelle di oggetti usati, a percorrere in religioso silenzio le sale dei musei, ad osservare curioso la gente alle prese con le sue mille variopinte fatiche. Ed ora invece si aggirava inebetito, in attesa che la vita, rimasta agghiacciata nella paura della morte, riprendesse a scorrere per le strade cancellate, in mezzo alle case frantumate. Continua a leggere…

Pubblicato da: luigivassallo | 28 dicembre 2020

Gennariello

Gennariello

Racconto di Luigi Vassallo

Come tutte le mattine Gennariello alle 7 era già dietro il bancone del bar a trafficare con la macchina del caffè espresso. Da un momento all’altro i primi clienti mattinieri sarebbero entrati nel piccolo bar sbuffando o canticchiando, imprecando o sorridendo, sbadigliando o stropicciandosi gli occhi. Allora Gennariello faceva scattare la macchina del caffè espresso come un capostazione che dà via libera al treno e vigilava sulle tazze che goccia a goccia raccoglievano quel nero fumante profumo. E ad una ad una posava sul bancone le tazzine bollenti e invitanti e si rilassava ad osservare i primi avventori che rigiravano nella tazza il cucchiaino, con lentezza rituale, per sciogliere fino all’ultimo granello di zucchero. Continua a leggere…

Pubblicato da: luigivassallo | 25 dicembre 2020

Due Messe a mezzanotte

Due Messe a mezzanotte

Racconto di Luigi Vassallo

La gente arriva a frotte, con l’allegria del cenone da poco consumato e la dolce sensazione di riscoprirsi buoni. Nella chiesa, ancora in penombra, c’è già qualche vecchina in attesa. Cresce il brusio e la frenesia dei saluti e degli auguri, il tepore gioioso del ritrovarsi insieme nella veglia santa.

Le luci accese e i canti, gli occhi lucidi, le parole della consacrazione che nella notte hanno un fascino particolare, il sapore del mistero dell’incarnazione. E le dolci parole di pace che il parroco pronuncia. E le mani strette. E le barriere che cadono nella notte tra ricchi e poveri, tra chi ha consumato il cenone e chi ha mangiato in fretta.

E il Bambinello Divino poggiato delicatamente nel presepe, che sorride a tutti. Qualcuna si commuove e non si cura di bagnare la pelliccia con le lacrime. Tutti stretti intorno al parroco a fare gli auguri.

– Domattina forse andiamo a sciare.

– Fuori l’aria è fredda ma pulita.

– Venite a casa nostra a bere un cognac che ci riscaldiamo.

– Che belle parole ha detto il parroco.

– A proposito, non devo dimenticarmi domani di mandare un pacco per i poveri.

– Figurati che la bambina pretendeva un SUV per Natale, ma s’è dovuta accontentare di una moto, sì una giapponese, sai, con questa crisi.

– Io non ho sonno, perché non tiriamo fino all’alba con un po’ di baccara?.

*****

Il crocifisso che sta sulla parete lo hanno fatto con rottami di ferro. Fa molto freddo stanotte, ma un po’ ci sono abituati al freddo, stanno chiusi in fabbrica da una settimana per via della crisi e dei licenziamenti.

La paga non l’ha avuta nessuno e nemmeno la tredicesima, così hanno fatto una colletta nel quartiere e hanno comprato salame, pane, vino e qualche dolce e dopo mangeranno tutti insieme.

Le mogli hanno portato pure i bambini: un po’ cascano dal sonno e allora si stendono sui sacchi negli angoli. I giovani sono venuti con le chitarre e ora accompagnano la Messa con i loro canti. Non sorride nessuno, chissà come finirà, il padrone non vuole cedere e non vuole ritirare i licenziamenti.

– Il prete che celebra la Messa è operaio lui pure, sta nel consiglio di fabbrica, una volta i fascisti lo hanno aggredito, è stato licenziato pure lui.

– Mio marito non lo vedevo da una settimana, da quando è iniziata l’occupazione, così stanotte, che è Natale, sono venuta a stare qui e ho portato pure la Luisa che fa i capricci perché vuole la bambola ma i soldi non ci sono.

– Il prete dice che Gesù è stato povero in una grotta. Poveraccio, se la passava peggio di me che almeno ci ho una baracca che l’abbiamo messa su io e mio cognato e dentro ci dormiamo in sette, io mia moglie sua sorella il marito i due figli miei e la loro figlia che è stata messa incinta da un disgraziato e speriamo che il bambino non nasca proprio stanotte che se no diventa lupo mannaro.

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