Pubblicato da: luigivassallo | 27 febbraio 2016

La memoria della Memoria

25 aprile 1945: con l’insurrezione generale anche i partigiani finalesi scendono dalle montagne per festeggiare la liberazione dai tedeschi e dai fascisti. Ma il loro compito non è concluso. Ora viene la parte più difficile: costruire la democrazia in Italia e ricostruire il Paese materialmente, moralmente, socialmente.
Il libro La memoria della Memoria, che ho costruito mettendo insieme i documenti dell’Archivio ANPI di Finale Ligure, è la storia di questa faticosa costruzione in una piccola cittadina ligure, storia che ripete la fatica che le italiane e gli italiani furono chiamati a fare in tutto il Paese.
La sezione finalese dell’ANPI inizia la sua storia il 10 luglio 1945; il suo primo presidente è il partigiano garibaldino Giuseppe Operto (nome di battaglia Enzo). Da fare i partigiani raccolti nella sezione ne hanno molto. Continua a leggere…

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Pubblicato da: luigivassallo | 7 settembre 2015

Ecco che significa che i tedeschi hanno fatto i conti col nazismo

Alla fine della seconda guerra mondiale Karl Jaspers, che era stato allontanato dall’insegnamento universitario dai nazisti per essersi rifiutato di divorziare dalla moglie ebrea, fu riabilitato all’insegnamento e, come suo primo compito, si dedicò a parlare alla Germania, che stava soffrendo, nelle dure imposizioni dei vincitori, le conseguenze della guerra e degli stermini voluti dai nazisti. Ai tedeschi Jaspers disse che la sopportazione delle sanzioni, anche da parte di chi non aveva appoggiato il nazismo, era l’unica via per la purificazione, senza la quale non avrebbero avuto diritto alla libertà politica e alla pari dignità con gli altri popoli. La purificazione dalla colpa che aveva macchiato tutti i tedeschi sia quelli che avevano appoggiato Hitler, sia quelli che lo avevano sopportato a malincuore, sia quelli che avevano tentato di osteggiarlo: “Che noi siamo ancora vivi, questa è la nostra colpa”, così concludeva Jaspers. Continua a leggere…

Pubblicato da: luigivassallo | 11 marzo 2015

In memoria di Felice Cascione

IN MEMORIA DI FELICE CASCIONE
Introduzione al libro “Fischia il vento” – Pietra Ligure, 20 febbraio 2015

Il 20 febbraio 2015, su gentile invito dell’Associazione STELLA DEL CARMO, ho partecipato a Pietra Ligure alla presentazione del libro di Donatella Alfonso su Felice Cascione, giovane medico e partigiano ligure, autore delle parole di “Fischia il vento”. A richiesta di alcuni amici pubblico qui il mio intervento, che ho riscritto a memoria, non avendo usato nell’occasione un testo scritto.

Felice Cascione nel 1943 era un giovane medico, si era fatto medico per stare concretamente dalla parte dei poveri. Per la stessa ragione, stare dalla parte dei deboli e degli oppressi, dopo l’8 settembre 1943 si fa partigiano e fonda una banda, per morire in battaglia pochi mesi dopo. Continua a leggere…

Pubblicato da: luigivassallo | 28 febbraio 2015

Autonomia scolastica e contributi finanziari delle famiglie

L’autonomia scolastica è un tentativo di costruire un sistema scolastico fondato sulla partecipazione responsabile di lavoratori della scuola e di fruitori della scuola, sistema alternativo a quello precedente, verticalizzato e gerarchizzato. In questo sistema di partecipazione non può fare scandalo la richiesta di contributi finanziari alle famiglie degli alunni nell’ottica del cofinanziamento dei progetti didattici innovativi. Quelle che seguono sono le mie riflessioni di ex dirigente scolastico sulla questione dei contributi finanziari delle famiglie nella scuola dell’autonomia.
Luigi Vassallo
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Pubblicato da: luigivassallo | 30 dicembre 2014

Analisi del 2014

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 14.000 volte in 2014. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 5 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Pubblicato da: luigivassallo | 28 dicembre 2014

La democrazia non è solo diritti

Lo storico greco Polibio, vissuto nel II secolo prima di Cristo, nel sesto libro delle sue Storie, richiamandosi a Platone e altri filosofi, cerca di dare sistemazione a una teoria della trasformazione delle forme di governo. Dalla monarchia, che degenerando a causa di mali ad essa connaturati, si trasforma in tirannide, all’aristocrazia, che, dopo aver sostituito alla tirannide il governo dei migliori, degenera in oligarchia cioè nel governo di pochi (non necessariamente i migliori), alla democrazia, che, nel nome del popolo sovrano, abbatte il governo dei pochi, ma poi degenera in oclocrazia cioè nel governo di una massa priva di valori fondanti che prelude al ritorno del potere di uno solo. Continua a leggere…

Pubblicato da: luigivassallo | 5 agosto 2014

I rischi della scuola familiare

Si sta diffondendo in Italia la “moda” della scuola familiare come alternativa al sistema scolastico istituzionale. Questa moda, che si avvale di autorizzazioni disposte dalle nostre leggi e che, in molti genitori, non è priva di una riflessione pedagogica preventiva, presenta rischi che ritengo debbano essere presi in considerazione. Continua a leggere…

Pubblicato da: luigivassallo | 6 aprile 2014

Avvicinarsi al mondo giapponese

Premessa metodologica
L’incontro con la cultura giapponese, proprio per le sue forti differenze di fondo rispetto alla nostra cultura, ci offre l’occasione di riconoscere i nostri fondamenti: non si tratta quindi di ammirare i giapponesi o di “mettersi a fare” i giapponesi; si tratta, al contrario di capire i nostri e i loro fondamenti, per rendere praticabile un incontro che non annulli le specificità degli uni e degli altri ma ne permetta la comunicazione reciproca. A tale proposito il modello da seguire è quello implicito nel libro “Lo zen e il tiro con l’arco” di Eugen Herrigel, quando viene descritto l’incontro tra il filosofo tedesco e il maestro giapponese. Questi versa del te all’ospite e continua a versarlo anche quando la tazza è piena; l’altro segnala quello che sta accadendo, credendo che il giapponese si sia distratto. Ma il maestro giapponese dice: “Non è possibile versare altro te in una tazza già piena; allo stesso modo non è possibile introdurre concetti giapponesi in una mente già piena di altri concetti. Dobbiamo sforzarci dunque di “vuotare” la nostra mente e di osservare la cultura giapponese liberi da qualsiasi pregiudizio, sia a favore che contro. Continua a leggere…

Pubblicato da: luigivassallo | 14 marzo 2014

La questione della colpa secondo Karl Jaspers

 

Luigi Vassallo, La questione della colpa secondo Karl Jaspers

(intervento in occasione della Giornata della Memoria 27.01.2014

presso Istituto Comprensivo di Finale Ligure)

 

Karl Jaspers (nato nel 1883 e morto nel 1969) era uno psichiatra e filosofo tedesco. All’avvento del nazismo manifestò subito idee contrarie al regime e per questo venne allontanato dall’insegnamento universitario. Nel 1937 i nazisti gli imposero di scegliere tra il divorzio dalla moglie ebrea o l’emigrazione forzata. Jaspers rifiutò di divorziare e si ritirò a vivere come un recluso nella sua Heidelberg, dove i nazisti lo tollerarono soddisfatti di averlo ridotto ormai al silenzio. Continua a leggere…

Pubblicato da: luigivassallo | 11 dicembre 2013

Rinascere nell’alterità

 

RINASCERE NELL’ALTERITA’

Cosa si prova ad aver fame, fame di cibo, fame di amore, fame di attenzione? Non può saperlo chi ha già mangiato, chi è circondato da amore o da apparenze di amore, chi è al centro dell’attenzione. Può saperlo solo se gli capita la sfortuna (o sarebbe fortuna?) di restare all’improvviso senza cibo, di scoprire che l’amore che sembrava circondarlo d’un tratto è svanito nell’aria, di rendersi conto di essere diventato per gli altri “nessuno”.

Questo capitò – se vogliamo crederci – al dio che, spogliandosi di ogni sua potenza, si fece uomo in mezzo agli altri uomini. Ma nel suo caso si trattò di una libera scelta volontaria: fece questo perché solo così poteva imparare, nella propria carne, la fatica della vita quotidiana delle donne e degli uomini. E così fu “natale”.

Questo – se avessimo più coraggio – dovremmo augurarci che capiti anche a noi, perché solo se sperimentiamo la condizione altrui possiamo imparare a riconoscere gli altri e, in definitiva, a riconoscere noi stessi. Perché anche per noi “natale” significhi rinascere in un’alterità, in una condizione cioè radicalmente diversa dalla nostra, senza la quale non potremo mai capire cosa significhi essere diversi da noi o da quello che crediamo di essere noi.

Buon Natale 2013, Luigi Vassallo

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