Pubblicato da: luigivassallo | 16 febbraio 2011

17 febbraio 1600 – 17 febbraio 2011

REMIRARE ALLA GLORIA CHE PARTURISCE LA MOLTITUDINE O FAR CONTO DELL’OCCHIO DE L’ETERNA VERITADE?

 

Il 17 febbraio 1600 Giordano Bruno, condannato per eresia dalla Congregazione dell’Uffizio della Santa Romana e Universale Inquisizione, viene bruciato vivo a Roma in Campo dei fiori.

Ecco alcune sue espressioni che certo non potevano meritargli simpatia nei palazzi del potere e non meriterebbero simpatia a nessuno nei palazzi del potere di oggi:

E  perché il numero de stolti e perversi è incomparabilmente più grande che de sapienti e giusti, aviene che, se voglio rimirare alla gloria o altri frutti che partorisce la moltitudine de voci, tanto manca ch’io debba sperar lieto successo del mio studio e lavoro, che più tosto ho da sperar materia de discontentezza, e da stimar molto meglior il silenzio ch’il parlare. Ma, se fo conto de l’occhio de l’eterna veritade, a cui le cose son tanto più preciose ed illustri, quanto talvolta non solo son da più pochi conosciute, cercate e possedute, ma, ed oltre, tenute a vile, biasimate, perseguitate; accade ch’io tanto più mi forze a fendere il corso de l’impetuoso torrente, quanto gli veggio maggior vigore aggionto dal turbido, profondo e clivoso varco.

(dall’Epistola Esplicatoria, che introduce lo Spaccio de la bestia trionfante)

Chi come Bruno  vuol dedicarsi a studi impegnati e rigorosi non può aspettarsi dalla massa la gloria o l’approvazione, perché nella massa stolti e malvagi sono in numero molto maggiore dei sapienti e dei giusti.

Perciò, se uno tiene alla gloria presso la massa, è meglio che rinunci a esporre le proprie idee. Se, però, uno dà più importanza alla fedeltà al vero, anche se la verità sta a cuore a pochi e presso la massa rischia denigrazione, biasimo e persecuzione, allora – come accadde a Giordano Bruno – proprio l’impetuosità fangosa del torrente che gli sta di fronte gli infonde più vigore per andare controcorrente.

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Responses

  1. Il viaggio lungo e faticoso per accostare (non lo si raggiunge mai) il Sapere è, di per sè il PREMIO riservato all’uomo che vuole essere libero ! Lo scopo del Sapere è la sua LIBERTA’ e basta !


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