Pubblicato da: luigivassallo | 6 novembre 2010

La cosa più importante che ho imparato a scuola

La cosa più importante che ho imparato a scuola:

Chi è diverso da me è mio nemico?

 

A chi, da quando sono in pensione, mi domanda se ho nostalgia della scuola oppure che cosa la scuola ha significato per me (oltre che essere la mia fonte di reddito) oppure che cosa mi piacerebbe dire agli studenti, rispondo con questa riflessione che ho maturato nei miei ultimi giorni di lavoro a scuola.

 

La FILOSOFIA (non tanto nel senso di una specifica materia di studio, quanto nel senso etimologico di “amore e, quindi, ricerca appassionata della sapienza) acquista senso quando, facendosi autobiografia, ci aiuta a capire il nostro personale esserci nel mondo. Dopo 57 anni passati a scuola (prima da alunno, poi da insegnante, infine da preside) che mi rimane della scuola? Una traccia per capire il senso del mio esserci nel mondo in mezzo agli altri. Questa traccia si radica nella riflessione su tre livelli: quello biologico, quello della coscienza e quello sociale.

 

  1. Livello biologico

Il mio corpo è un sistema di milioni o miliardi di atomi coordinati in una relazione di energia. Se un estraneo prova ad entrare in questo sistema, c’è la reazione degli anticorpi. A volte, però, gli anticorpi impazziscono e aggrediscono il proprio corpo (= malattie autoimmuni). Altre volte l’estraneo contro cui gli anticorpi si mobilitano serve a salvarmi la vita: è il caso dei trapianti. In questo caso, se gli anticorpi funzionano, il trapianto non riesce e il mio corpo muore. Serve allora un intervento consapevole per neutralizzare gli anticorpi e integrare il trapianto in un corpo che, rinnovato, continua a vivere. Fece così il chirurgo sudafricano Christian Barnard quarant’anni fa quando, per la prima volta, effettuò un trapianto di cuore umano. Pare che fosse il cuore di un nero morto da poco trapiantato in un bianco: all’epoca dell’apartheid in Sudafrica questo trapianto (già eccezionale per sé) acquistò un forte valore simbolico.

 

  1. Livello della coscienza

Anche la mia coscienza è un sistema: non di cellule, ma di idee, conoscenze, credenze, coordinate in una relazione di identità. Io mi riconosco o mi credo io perché riconosco come mie le mie idee, le mie conoscenze, le mie credenze. In realtà, idee – conoscenze – credenze non sono nate con me ma mi sono state inculcate un po’ alla volta dalla famiglia, dalla scuola, dagli amici, dalla TV, dagli ambienti che frequento, da internet ecc. Come accade al mio corpo, anche la mia coscienza, se si trova esposta a un’idea o conoscenza o credenza per me nuova, reagisce respingendo ciò che è estraneo. Ma, come succede al corpo, a volte le idee nuove, le conoscenze nuove, le credenze nuove sono proprio le cose che mi fanno bene.

 

Pensate ad esempio al senso comune di ognuno di noi a proposito del sole: se diamo retta al senso comune il sole gira intorno alla terra. Ci vuole un po’ di forza per prendere coscienza che non è così e che è la terra a girare intorno al sole. E pensate che qualche secolo fa quelli che osavano affermare che la terra gira intorno al sole facevano una brutta fine: se gli andava bene, venivano scomunicati o ridotti al silenzio; se gli andava male, venivano bruciati vivi. Quindi dobbiamo stare attenti a non respingere sempre qualunque idea o conoscenza o credenza appaia non familiare alla nostra coscienza. E dobbiamo imparare ad assorbire nella nostra coscienza tutto quello che la può rendere più libera, più libera dai condizionamenti che altri ci hanno messo in testa.

 

  1. Livello sociale

Infine la Società. Una società è fatta di individui che si riconoscono maglie di una stessa rete, perché hanno lo stesso stile di vita o hanno la stessa lingua o hanno la stessa storia o la stessa cultura o appartengono allo stesso sistema economico (anche se alcuni sono ricchi ed altri no). Una società è a modo suo il gruppo di amici che difende l’identità dei propri membri bollando chi è diverso, perché magari ha abitudini diverse: per esempio perché studia in una classe di scansafatiche o perché non si ubriaca o non si droga in un gruppo di ragazzini che si credono adulti solo perché sballano. Il diverso è sempre stato il parafulmine delle nostre paure: il contadino ignorante era lo zimbello delle comunità cittadine; il nomade era ed è lo spauracchio delle comunità che vivono in casa; gli ebrei erano il nemico mortale per molti popoli e per alcuni lo sono ancora; gli extracomunitari sono visti oggi come la minaccia principale alla sicurezza dei cittadini europei e italiani in particolare. Ma voi avete provato a contare quanti cittadini italiani sono ammazzati ogni anno dalla mafia siciliana, dalla camorra campana, dalla ‘ndrangheta calabrese? E quanti cittadini italiani vengono ammazzati nelle stragi automobilistiche del “sabato sera” o di altri giorni di follia? E, secondo voi, i criminali professionisti di mafia, camorra, ‘ndrangheta e i criminali dilettanti delle stragi automobilistiche non sono anch’essi una minaccia alla sicurezza dei cittadini europei e italiani in particolare?

 

Anche qua sono necessari gli anticorpi per difendere la nostra società da chi tende a distruggerla, dai delinquenti di qualsiasi nazionalità, da chi non rispetta le leggi, da chi non rispetta le regole. Ma anche qua può accadere che gli anticorpi impazziscano e si scaglino contro esseri innocui senza riuscire a bloccare quelli pericolosi oppure che aggrediscano estranei che sono utili alla nostra società. Pensate a cosa accadrebbe se di colpo, con una bacchetta magica, riuscissimo a cacciare via dall’Italia tutti gli extracomunitari non in regola col permesso di soggiorno: molti anziani resterebbero senza assistenza, molte fabbrichette resterebbero senza operai, molte ditte di edilizia resterebbero senza muratori, molti campi resterebbero con i frutti da raccogliere, molti negozianti resterebbero senza clienti, perché anche i clandestini comprano da mangiare e da vestirsi.

Dunque, anticorpi sì ma con giudizio, per non distruggere il corpo che si pretende di difendere.

 

  1. Sognare un mondo nuovo

E ora pensate cosa provereste voi se vi capitasse di vivere ogni ora della vostra giornata con la paura addosso di essere respinti dai vostri amici per la vostra diversità o di essere cacciati da questo Paese perché avete la colpa di cercare per voi e la vostra famiglia un avvenire migliore e per questa speranza accettate di lavorare in qualsiasi condizione o, se siete studenti, studiate disperatamente anche se la vostra lingua è tanto diversa da quella in cui sono scritti i libri che dovete studiare.

 

E dopo che avete pensato tutto questo, fate scattare dentro di voi l’anticorpo più importante di tutti che Dio o la Natura ha impresso nel vostro DNA: l’anticorpo contro la stupidità dell’egoismo, l’anticorpo contro la barbarie dell’indifferenza, l’anticorpo contro la vergogna di un pianeta che dovrebbe essere di tutti gli umani e che ancora separa una minoranza di fortunati da una maggioranza di disperati.

 

E allora sarete degni di chiamarvi UOMINI e non avrete sprecato il vostro tempo venendo a scuola.

 

Annunci

Responses

  1. i have a dream…anzi, ne ho ancora tantissimi…ma il più delle volte mi dimeno nel sacco e trovo poche altre noci a farmi compagnia! ma non desisto. ai miei alunni, quando sono,disperata, dico che se non riuscirò a far loro imparare l’italiano o il latino (dolce chimera) cercherò di formare dei cittadini onesti.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: