Pubblicato da: luigivassallo | 17 maggio 2010

CHI L’HA DETTO? (N. 17)

SOLUZIONE DEL N.16: Epitteto, filosofo greco vissuto tra il 50 circa e il 138 circa dopo Cristo.
NUOVO GIOCO N.17:
E Michele pazientemente gli spiegò la nostra idea: “In capo a tutti c’è Dio, padrone del cielo. Questo ognuno lo sa. Poi viene il principe Torlonia, padrone della terra. Poi vengono le guardie del principe. Poi vengono i cani delle guardie del principe. Poi, nulla. Poi, ancora nulla. Poi, ancora nulla. Poi vengono i cafoni. E si può dire ch’è finito”. “Ma le autorità dove le metti?” chiese irritato il forestiero. “Le autorità” intervenne a spiegare Ponzio Pilato “si dividono tra il terzo e il quarto posto. Secondo la paga. Il quarto posto (quello dei cani) è immenso. Questo ognuno lo sa”.
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Responses

  1. PER ME’ C’ERA GIA’ BERLUSCONI,BONAIUTI,VERDINI,SCAJOLA E FORSE ANCHE LA CARFAGNA…

  2. cosa c’è di peggio dei cattolici e dei comunisti?

    (con rispetto parlando)

  3. Caro Luigi, ho tanta voglia di raccontarti “l’avventura di una povera CRISTIANA” che annaspa in questo fine d’anno per rabberciare qualche brandello letterario lungo il novecento. Mi sono buttata sul Neorealismo, e sull’intellettuale gramsciano, zompettando qua e là (si fa per dire perché sono mezza azzoppata). “Quanto la fa lunga questa” – dirai -“ma dove vuole arrivare?” Ecco ti vorrei chiedere – “che ne dici se nel mio smozzicato discorso ci infilo anche Silone, raccontando Di Fontamara?” ;-))

    • Direi che Silone (con i suoi temi) si troverebbe a suo agio nel tuo discorso.

  4. Ma è “Fontamara” di Silone… come non saperlo!!!

  5. Il problema è che il Novecento è poco conosciuto dai docenti: non è un secolo ovvio, come l’Ottocento. Ci sono troppi stili, troppe correnti. Ogni scrittore è un suo movimento. Per questo non smetto mai di scoprirlo. Comunque…io sono sempre per la proposta di mettere Alberto Moravia nel programma…

  6. CARO PROF.,NON SONO MORTA E vI HO RISENTITO,ANZI RIVISTO IN UN SITO WEB.SONO STATA CATAPULTATA NEL VOSTRO ESPERIMENTO DI UN LONTANO76-77,DI UN “ANCORA ESISTENTE” LICEO CARDUCCI,SEZIONE A,4°-5°GINNASIO,INSIEME AI SOLITI IGNOTI COMPAGNI DI ALTRI 3 ANNI DI LICEO AMORFI E TEDIOSI,CHE CI HANNO “PREPARATO” A QUESTA STUPIDA VITA,TRANNE QUALCHE PERSONAGGIO ECCELSO ES.IL DIRETTORE DEL MESSAGGERO ROBERTO NAPOLETANO CHE HA “PORTATO ALTO” IL NOSTRO VESSILLO.TUTTO FA BRODO

    • Cara George Sand (in attesa dell’ “aletheia”, cioè dello svelamento, del tuo nome: vedi che non ho perso il vizio di “fare il professore”, nonostante 25 anni di presidenza e l’attuale pensionamento?), la tua classe di ginnasio (che era la mia prima classe al Liceo Carducci, il liceo nel quale avevo studiato) mi è tornata prepotentemente agli occhi e al cuore (c’era già, ma nonci avevo fatto caso) in quest’ultimo anno, da quando alcuni di voi mi hanno rintracciato sul web e abbiamo ripreso un dialogo solo accidentalmente interrotto e ora arricchito dal fatto che non siete più ragazzine e ragazzini ma adulti con tante storie di successo (come quella di Roberto, che ho seguito con entusiasmo sin da quando interrogò Berlusconi e Prodi ma anche quella di altri di voi) e, comunque, di crescita personale. “Tutto fa brodo” tu dici. Certo, nel senso che tutto fa parte della vita, il bello e il brutto, il sole e la piggia, la luce e il buio, il successo e l’insuccesso, la speranza e la delusione, la gioia e la sofferenza ecc.ecc.ecc. L’importante è vivere consapevolemente e non lasciarsi vivere. Questo è il succo di ciò che ho cercato di insegnare a voi e a tanti altri allievi dopo di voi che ho avuto come insegnante e come preside e questo è ciò che ho chiesto ai docenti che collaboravano con me di insegnare ai loro allievi, al di là delle nozioni tecniche proprie di ciascuna materia di insegnamento. Per riassumere in piche battite la mia attuale condizione, ti dirò: quello che penso lo trovi sul mio blog (almeno una parte di quello che penso), vivo in Liguria dal 1986, sono in pensione dal 1° settembre 2008, sono nonno di tre bambine (tutte di mia figlia Soleada che forse hai conosciuta quando aveva 2 o 3 anni): hanno 4 anni, 3 anni e 7 mesi. Ora, se vuoi, raccontami di te e ricordati (se mi scriverai ancora) di darmi il “tu” che – se ricordo bene – era il pronome che voi alunni usavate con me insieme col mio soprannome che in Liguria nessuno consoce. Ciao

  7. Caro prof.,proprio non ci riesco a darvi il tu e non ci riuscivo neanche “allora”;c’era una tale soggezione e un rispetto da reprimermi nell’accorciare le distanze.Ho vissuto con voi i due anni più belli del mio tragitto scolastico,intensi,dinamici,alla scoperta di un mondo diverso,dove si pensa e si stimola la mente a pensare,pieni di entusiasmo e coraggio nell’agire.Dopo c’è stata solo apatia e indifferenza nella banalità di un vivere già scontato.Le mie ali sono state tagliate e i sogni hanno lasciato posto alla freddezza della vita.No,non sono riuscita più a rivivere l’intensità del “pensiero” libero,incapace di trovare il filo spezzato

  8. Mia “misteriosa” George Sand, nel passaggio dall’adolescenza all’età adulta molti fili si spezzano, a volte le ali si rattrappiscono o smettono di volare, ma, se abbiamo deposto un seme (non un OGM) dentro la nostra anima, questo – anche se non ce l’aspettiamo più – può all’improvviso germogliare. E sarà questo “miracolo” della natura a riscattare le delusioni e le sconfitte che oggi ci amareggiano. Mi piacerebbe continuare il dialogo con te (tu dammi pure del “voi”, io continuerò a darti il “tu”, mentre cercherò di dare alle tue parole il volto e il nome di una ragazzina di trent’anni fa). Ti aspetto ancora, se vuoi anche sulla mia mail (luigi_vassallo@libero.it)

    • vi scriverò

  9. Cara George, ti chiamerò così per rispettare la tua scelta, anche se ho capito chi sei: la mia amica, quella con la quale facevamo insieme le versioni di greco per passarle poi alla fila alla nostra sinistra, quella degli sfaticati, quella che ogni tanto si metteva a cantare o diceva cose volutamente incomprensibili, quella cui sono rimasta affettivamente molto legata, anche se non l’ho più rivista, fino al mese scorso vero? Su molte cose hai ragione, sono le stesse che ho raccontato anche io a Gigiotto, io ci riesco a dargli del tu, l’affetto che ho conservato per lui me lo consente, ma su altre ti sbagli. E’ vero sono stati gli unici anni costruttivi del nostro percorso liceale, gli altri sono stati da dimenticare, anche se magari non ci siamo riusciti, ma i tuoi, i nostri compagni, non erano e non sono i soliti ignoti come li definisci tu, almeno non tutti. E’ vero Roberto ha fatto una bella carriera, ma definirlo eccelso, sinceramente mi pare esagerato, ha saputo sfruttare le sue capacità e le sue occasioni ed ora è quello più in vista, più visibile se vogliamo, ma anche altri hanno fatto cose importanti. Laura , la mia compagna di banco dalle elementari al liceo, è un magistrato, ora è al tribunale di Nola, è una mamma , ma ha lavorato anche in procure difficili, a Palmi ai tempi di Cordova, ti pare poco? Anche Paolo, lo so non lo hai mai sopportato, ma è un magistrato di un certo livello. Peppe è uno psichiatra. Sebastian, anche lui non ti era molto simpatico, è dirigente scolastico e lavora al ministero. Leonida è un affermato dietologo. Le gemelle si sono laureate in chimica come me,ma insegnano, come me, e questo oggi, è quanto di meno eccelso ci sia. Gigino e Paola insegnano anche loro ed insegna Rosalia, la tua amica, che ha avuto una storia personale molto dolorosa. Federico anche insegna e degli altri so veramente poco, ma sicuramente faranno cose buone, come le fai tu, saranno genitori avranno famiglie da accudire, ma ignoti no, non mi piace. Non andiamo in tv ad intervistare Berlusconi, non finiamo su Striscia, ma qualcosa anche noi facciamo. Siamo cresciuti ,siamo adulti cerchiamo di ritrovarci, senza pensare alle cavolate che abbiamo potuto dire o fare 35 anni fa, abbiamo avuto la nostra dose di “mazzate” dalla vita ma qualcosa di buono sicuramente abbiamo fatto. Io posso solo ditri che ho per te lo stesso affetto di allora e che mi piacerebbe tanto poterti incontrare, e magari riprendere il discorso interrotto 30 anni fa e poi ho promesso a Gigiotto di organizzare la cena di cui ti ho detto. Un bacio Flavia

  10. Ma l’eccelso di George Sand era ironico!!!!!!!!!!!!!!!!
    Credo almeno. E in ogni caso, di quella classe o dell’universo intero, in quanto individui e menti pensanti e critiche, siamo tutti visibili. Nessuno è un invisibile, pena una marcata indifferenza per il genere umano sintomatica di un inetto egoismo. Se poi la visibilità significa apparire alla TV è una cacchiata grossa quanto una casa che io non riesco ad accettare; per me significherebbe giustificare tutti gli imbecilli che fanno a gara per essere selezionati al GF [il programma TV lo indico così poiché ho troppo rispetto per Orwell]. Ognuno vive una propria vita fatta di lavoro, famiglia, amici. Quotidiana, mai squallida. Ciascuno cerca di impegnarsi per apportare il proprio se stesso in una società talvolta o spesso difficile da gestire, ma sempre con la speranza e l’impegno che il proprio apporto riesca ad essere utile anche ad altri, a migliorare l’ambiente in cui ci troviamo a vivere. Le batoste sono di tutti e per tutti la vita ne riserva, ma la vita è anche questo e la misura in cui si cresce deriva anche dalle capacità di ciascuno di saperla affrontare e gestire. Il ruolo di ciascuno è essere. Poco importa se si è alla TV o in una camera d’albergo.

  11. Federico “m’è frate a mè”….Hai ragione Federico, forse hai espresso meglio di me le differenze tra essere ed apparire, ma in ogni caso la pensiamo nello stesso modo, e credo che anche la nostra amica in fondo la pensi così.Sicuramente avrà anche lei una vita piena, con la sua famiglia, con il suo lavoro. I sogni della giovinezza sono andati, ma abbiamo ancora tanto da fare da dire e da sognare…una vita ancora davanti. Un bacio a tutti e tre

  12. Eh…giustissimo. Del resto, possiamo mai, a 50 anni, vivere con gli stessi stati d’animo che provavamo da adolescenti? Saremmo tanti poveri Peter Pan, anche un bel pò ridicoli. Mai scambiare i sogni per illusioni. I primi ci sono e crescono con noi, alcuni li realizziamo, altri li inseguiamo affannosamente. Le seconde sono dei sogni ormai abortiti che non ci rendiamo conto di aver inseguito e non saputo realizzare, ma che, imperterriti, continuiamo ad inseguire e che divengono spesso le nostre fisse di una vita. Il treno passa, si ferma alla stazione, se vuoi sali, se vuoi aspetti il prossimo, ma alla fine bisognerà pure salirci su quel treno. Se siamo della stessa sostanza di cui i sogni son fatti (per dirla col vecchio saggio bardo), andando avanti in questa gran bella avventura che descriviamo come vita, cresciamo e facciam crescere i nostri sogni che ci aiutano a crescere giorno per giorno. Fa niente se qualcuno svanisce all’alba, c’è sempre pronto un sogno che ci appassionerà e riempirà il posto dell’altro…altrimenti che gusto ci sarebbe?
    Vale vecchi amici, prof e compagni di classe. E’ sempre bello ricordarvi per quel pezzetto di vita che abbiam fatto insieme, ciascuno con le proprie ansie, ciascuno con i propri sogni, ognuno con l’altro nei pensieri e nel vissuto, simpatici ed antipatici. Ora è bello ricordarvi, e leggervi, e (qualcuno) incontrarlo realmente. Ora tutti abbiamo le chiavi di casa. Tutti sappiamo tirare la corda la di là del bianco e del nero, dello yin e dello yang, del bene e del male; tutti sappiamo che la vita non appartiene alla realtà manichea, ma è fatta di miliardi di realtà, tutte vissute, tutte vivibili, tutte della stessa sostanza dei sogni. Ad maiora!

  13. A FEDERICO DICO CHE MI HA SORPRESO MOLTO….,A FLAVIA CHE SI BUTTA SEMPRE UN Pò TROPPO AVANTI E RISCHIA DI CAMMINARE DA SOLA

  14. Perchè rischio di “camminare da sola”?, perchè penso di aver capito chi sei? certo posso sbagliarmi ma il tuo commento sinceramente non lo capisco, non riesco a coglierne il significato. In ogni caso non ho paura di camminare da sola, ormai è da un po’ che siamo adulti, dovremmo aver imparato tutti a farlo. Ti abbraccio, chiunque tu sia, Flavia


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