Pubblicato da: luigivassallo | 22 novembre 2009

Finale Ligure nel XIV secolo: debiti e crediti

DEBITI E CREDITI

  • Come pagare i creditori in caso di insufficienza dei propri beni

Il capitolo indica le procedure da seguire in presenza di più creditori quando il debitore non sia in grado di pagare tutti i suoi debiti.

Se un debitore non è in grado di pagare tutti i suoi creditori, i suoi beni immobili devono essere trasferiti al primo creditore in ragione di 1 danaro per 1 danaro, poi al secondo creditore e così via, finché il debitore abbia ancora qualche bene. Se avanza qualche bene, deve essere trasferito (a titolo di interesse) al primo creditore in ragione di 3 per 2, poi al secondo e così via, fino all’esaurimento di tutti i beni del debitore.

Prima però bisogna fare un bando che chiunque abbia a pretendere qualcosa dal debitore deve presentarsi e dimostrare i propri diritti entro 8 giorni. Scaduto il termine saranno liquidati solo i creditori presentatisi, fatti salvi i diritti di chi aveva precedenza.

 

  • Divieto di contratti a danno dei creditori

Il capitolo mira ad evitare il trucco di finti contratti a danno di un creditore, in modo che il debitore risulti nell’impossibilità di pagare il debito.

Non si possono stipulare, a danno dei propri creditori, strumenti di doti o altre obbligazioni a vantaggio della propria moglie o nuora o madre. Uno strumento del genere deve essere ritenuto a danno dei creditori a meno che non si tratti di un importo legittimamente permesso a titolo di dote prima della transazione o riservato alla volontà ultima della moglie o nuora o madre o a meno che non si tratti di disponibilità che la moglie o nuora o madre abbia acquisito legalmente in altro modo o a meno che per 3 volte in giorni diversi a intervallo di 3 giorni non si sia fatto un bando col corno per il borgo di Finale per invitare chiunque ne abbia interesse ad opporsi al predetto strumento.

Lo strumento in questione, se nessun oppositore dimostrerà le proprie ragioni, sarà ammesso dal giudice o da altro amministratore di giustizia ed avrà pieno valore.

 

  • In costanza di matrimonio la dote non può essere restituita

Anche questo capitolo vuole evitare che a danno dei creditori si ricorra a trucchi (in questo caso  la restituzione alla moglie della dote matrimoniale), in modo che il debitore risulti sprovvisto del danaro per pagare il debito.

Finché dura il matrimonio non può aver luogo nessuna restituzione della dote in danaro e se avviene non ha valore e deve essere considerata come non avvenuta, a meno che non sia stata fatta una citazione a tutti i creditori con banditore pubblico per 3 giorni a intervallo di 3 giorni e la dote restituita si conservi per un certo tempo tra moglie e creditori. La restituzione sarà eseguita, senza interessi, dagli iuratores extimatores (= amministratori, valutatori) della compagna, in modo da evitare qualsiasi inganno nelle predette azioni.

  • Inibizione di cessioni contro la volontà del debitore

Se un debitore è in grado di pagare il suo debito non può essere costretto a cedere un bene preferito dal creditore; se il debitore non è in grado di pagare, la scelta del bene da cedere deve essere lasciata a lui.

Nessun debitore può essere costretto contro la sua volontà a consegnare a titolo di pagamento ai suoi creditori vesti sue o della famiglia o lo scudo o le armi o la casa che abita o l’orto coltivato abitualmente, a condizione che possa pagare il debito in altro modo. Se non avrà altro modo per pagare il debito, il debitore dovrà essere lasciato libero di scegliere con quale dei suoi beni pagare, salvo che, se possiede due o più orti, non potrà trattenere per sé se non l’unico che avrà scelto. Lo stesso vale se si scopre che possiede più case, fatto salvo il caso che non possa procurarsi altre vesti per sé e armi necessarie per difendersi e letto per le sue necessità.

 

  • Divieto di acquisto di diritti

Il capitolo pone limiti all’acquisto di diritti altrui, a meno che non si tratti di pagamento di debiti.

Nessuno di Finale o del distretto può comprare o acquistare diritti di un altro né architettare frodi al riguardo, fatto salvo il permesso di acquisire la cessione di un bene a titolo di fideiussione o di pagamento di un debito riconosciuto ovvero il caso di cessione del bene per delega o volontà del debitore o su autorizzazione della curia, nel qual caso non può verificarsi frode. In caso di contravvenzione alle presenti disposizioni la cessione o acquisto non avrà nessun valore sul piano del diritto e colui il quale l’ha ottenuta sarà condannato a una multa di 20 soldi genovesi per ogni infrazione. All’avvio dell’inchiesta su una frode del genere entrambi i contraenti dovranno presentarsi alla curia e giurare sulla propria persona.

 

  • Pagamento dei creditori e detenzione dei debitori

Solo se un debitore risulta impossibilitato a pagare un debito o non vuole pagarlo pur possedendo beni immobili, il creditore ha diritto a scegliere se questo debitore deve essere cacciato dal distretto o deve essere incarcerato.

Se una persona o un forestiero deve dare a uno di Finale una somma di danaro, con o senza carta scritta o con o senza strumento, e dice di non avere come pagare o sembra non avere detta somma o non vuole pagarla, costui deve essere portato alla presenza del creditore. In casi del genere, però, nessuno di Finale o del distretto che possegga immobili o terre nel distretto di Finale può essere preso e detenuto fisicamente o consegnato ai suoi creditori se confessa la sua condizione senza esserne contestato o se dimostra di essere pronto a procedere al pagamento dei creditori con i suoi beni immobili in proporzione alla misura e all’importo del debito  secondo la consuetudine del passato di 3 per 2. Per quanto riguarda le doti, resta salva la consuetudine del loro pagamento.

Se i beni non bastano si procederà al pagamento in ragione di 1 danaro per 1 danaro (…) e i creditori sono tenuti ad accettare in pagamento i beni immobili dei loro debitori se il debitore giura di non disporre di beni mobili. Chi voglia dare i suoi beni in pagamento ai suoi creditori deve con un sacro giuramento presentare ai creditori entro 8 giorni, purché sia in grado di presentarlo, un garante incaricato della terra o del possedimento da dare in pagamento. Se non presenterà entro il termine predetto un garante, allora si farà un bando pubblico a proposito della terra in modo che chi voglia fare opposizione su di questa o creda di avere su di essa qualche diritto si presenti e provi il suo diritto entro 8 giorni. Se si presenterà qualcuno e proverà di avere diritto  su quel bene sicché questo deve essere sottratto ai creditori, allora il debitore dovrà essere consegnato al creditore o cacciato dal distretto o messo in catene, secondo la decisione del creditore al quale viene lasciata la scelta. Il debitore al quale sia stato contestato il possesso di immobili (…) è tenuto a dare idonea assicurazione che si presenterà dinanzi alla curia e si conformerà come da diritto alle richieste del creditore finché questi sia pienamente soddisfatto.

Chi compra diritti (…) da altra persona del luogo o forestiera non può chiedere che gli si consegni una persona contro cui ha acquistato i diritti ceduti. Tra queste persone, però, non rientrano coloro ai quali siano stati ceduti i diritti per aver pagato o dato fideiussione al posto di altri o per aver accettato quei diritti in pagamento di un debito nei propri riguardi.

Queste disposizioni hanno valore per il presente e per il futuro con la precisazione che, a proposito di strumenti di accomandite fatte ad fortunam dei (= per tentare la sorte) in mare o per mare, la curia è tenuta a far fare il pagamento in danaro contante se così è stato previsto esplicitamente nel patto tra le parti.

 

  • Se uno o altri per lui richiede un pagamento già ricevuto

Il capitolo è scritto contro i “furbi” che cerchino di farsi pagare due volte.

Se uno o altri per lui, pur sapendo che il pagamento è stato già fatto, richiede un debito già pagatogli, sarà multato col doppio dell’importo pagato: metà della multa andrà al signor marchese, l’altra metà alla parte convenuta in giudizio.

 

  • Negazione o sconfessione di un debito

Il capitolo è scritto contro il debitore “furbo” che cerchi di negare il proprio debito.

Se uno di fronte alla curia sconfesserà un debito e in seguito sarà provato mediante testimoni, strumenti o altre prove che quel debito è vero, chi lo ha negato sarà punito con una multa stabilita dalla curia.

 

  • Se uno trattiene per 20 anni un debito o un bene mobile o immobile

Il capitolo disciplina i casi di usucapione.

Se uno possiede pacificamente per 20 anni direttamente o tramite altra persona un debito o un bene mobile o immobile, non deve più essere molestato ma garantito dalla prescrizione ventennale contro qualunque molestatore, con esclusione da questo capitolo dei minori indifesi privi di tutore o curatore e assenti. Nessun altro capitolo è di pregiudizio al presente.

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