Pubblicato da: luigivassallo | 20 novembre 2009

La freccia di Zenone non arriva al bersaglio

Quando cammino, a volte la mente va a ruota libera (‘a capa sbareia) e si mette a pensare … coi piedi

La freccia di Zenone non arriva al bersaglio

Vi ricordate i paradossi di Zenone? La freccia non arriva al bersaglio, anzi non parte proprio, perché per passare dal punto A al punto B deve attraversare gli infiniti punti che li separano. Per lo stesso motivo Achille, che pure è velocissimo, non riesce a raggiungere la tartaruga. Che strano questo Zenone. Ma come? continuava a sostenere queste cose mentre aveva sotto gli occhi le frecce che volavano da un punto all’altro (e magari si conficcavano nel corpo di qualche nemico) o uno meno veloce di Achille che non solo raggiungeva una tartaruga ma se la lasciava ben indietro. E invece Zenone diceva che no, non è così: quello che percepiscono i nostri sensi è illusorio e, comunque, è in contraddizione con la logica; perciò, siccome la logica non può essere sbagliata, è sbagliato il mondo, almeno come lo percepiamo noi.

E allora penso a tutti quegli studenti che continuano a trovarsi sul registro un voto come 51/2 o 6= o 5/6 e che non riescono ad attraversare il ponte infinito che separa l’insufficienza del 5 dalla sicurezza del 6.

Penso ai cittadini comuni che vorrebbero vedere concluso un processo che sono sicuri di vincere ma scoprono che la freccia della giustizia, nel loro caso, non è ancora stata scoccata. Per contro penso a quei potenti che la freccia del loro processo non vogliono farla scoccare e allora pagano profumatamente avvocati esperti di dilazioni per rinviare la partenza, magari con qualche aiutino in parlamento dove alcuni avvocati svolgono il loro secondo lavoro di parlamentari.

E penso agli immigrati che si mettono in coda per ottenere la regolarizzazione della loro presenza in Italia, ma la coda cammina lentamente e, come Achille, non riesce a raggiungere la tartaruga della regolarizzazione, sicché essi scivolano nella clandestinità dove, al posto di una freccia che non parte e non arriva, li aspetta una spada di Damocle pronta a tagliare i nodi che li legano al nostro Paese.

Penso a tutte le volte che una legge è stata fatta per spostare una scadenza prevista da un’altra legge che aveva spostato una scadenza prevista da una legge precedente: penso ad esempio alla freccia della sicurezza nelle scuole, che di spostamento in spostamento delle scadenze, non riesce a vedere il bersaglio neanche con l’immaginazione.

 E penso anche a mio padre che, inchiodato a letto dall’Alzheimer, non riuscì a vedere il giorno di una visita medica chiesta all’Asl anni prima per il riconoscimento della sua invalidità, perché la visita gli fu fissata qualche mese dopo la sua morte in una lettera che lo diffidava a presentarsi un certo giorno, altrimenti sarebbe decaduto da ogni diritto.

Ma quanti cloni degeneri di Zenone ci sono in giro?

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