Pubblicato da: luigivassallo | 21 ottobre 2009

Diritti delle donne a Finale Ligure nel XIV secolo

Vendita fatta da una moglie insieme col marito o col consenso del marito

Una vendita fatta da una donna è valida e non più contestabile, solo se la donna ha proceduto col consenso del marito o del padre o, qualora non abbia né marito né padre, col consenso di due parenti o due vicini scelti da lei stessa.

Se una donna vende un bene mobile o immobile insieme col marito o col suo consenso, questa vendita dovrà essere ritenuta ratificata e valida e la donna non potrà agire in nessun modo contro questa vendita né rivendicare in essa alcun diritto ma sarà vincolata da evizione (= diritto trasferito ad altri).

Queste disposizioni si applicano anche  nel caso sia stato il padre a dare il suo consenso alla donna nel contratto, se lei ha un padre. Se invece non lo ha, (basteranno) due parenti o due vicini scelti dalla donna stessa.

Donne maritate e fornite di dote da parenti o fratelli

Per sposarsi una donna deve avere una dote, alla quale provvede il padre o un fratello. Una volta maritata con dote, quando il padre e la madre morranno, la donna stessa non potrà accampare diritti sull’eredità ma dovrà accontentarsi della dote avuta a meno che nel testamento del padre e/o della madre non ci sia qualche disposizione a suo favore.

Se una donna di qualsiasi età viene maritata dai genitori o  fratelli o da uno di essi e viene convenientemente fornita di dote con i beni del padre o dei fratelli, questa donna non deve più infastidire i fratelli né i loro eredi in caso di eredità paterna o materna me deve accontentarsi della sua dote, fatte salve le disposizioni impartite dal padre o dalla madre.

 

Le donne non possono succedere ai propri figli

Non c’è per la donna un diritto di ereditare dal proprio figlio morto senza suoi figli, fatta salva la riserva della “legittima” ed eventuali disposizioni più favorevoli contenute nel testamento del morto.

Se uno, il cui padre è morto mentre sono ancora vive la madre e la nonna, muore a sua volta quando è ancora fanciullo ovvero in seguito ma senza lasciare figli legittimi nati da lui, devono succedergli i parenti più prossimi secondo la successione prevista dal decreto, con esclusione della madre e della nonna da detta eredità, fatta salva la parte legittima (dell’eredità) di cui la madre e la nonna devono accontentarsi senza diritto a chiedere di più in virtù del presente capitolo.

Sono fatti salvi gli ordinamenti e le istituzioni sui testamenti sia da parte del padre che da parte del figlio, i quali testamenti restano validi nonostante il presente capitolo. Questo capitolo ha valore per le persone che morranno d’oggi in poi e non per quelli che sono morti prima.

 

Contratti di minori o di donne

Nei contratti la donna è equiparata ad un minorenne (cioè, all’epoca, a chi avesse meno di 25 anni): non può quindi stipularli senza assistenza di un maggiorenne maschio.

Noi Giovanni del Carretto, marchese e signore di Finale, nel precipuo interesse dei nostri sudditi, stabiliamo e ordiniamo che nessun minore di 25 anni e nessuna donna di Finale o che abita qui possa stipulare un contratto o obbligarsi in qualche modo, né donare i suoi beni o una parte di essi senza il consenso del padre o del nonno paterno o dei fratelli maggiori di 25 anni se ne ha. Se non ha padre e fratelli, deve farsi assistere da due parenti o due vicini o da altri uomini di buona condizione e fama che abbiano più di 25 anni, i quali posseggano essi stessi o i loro padri beni immobili per un valore di 100 fiorini o più ognuno di loro, i quali giurino che credono che tale contratto è fatto a vantaggio e non a danno degli stessi minori o donne. E se il contratto è fatto altrimenti, non vale e non obbliga e per il diritto stesso è nullo anche se è stato giurato. E nessun magistrato può sanare detti contratti fatti diversamente da come sopra specificato ma tali contratti devono ritenersi falsi e fatti in frode; se invece i minori e le donne stipulano secondo la forma predetta, il contratto vale ed obbliga e deve essere integralmente rispettato.

Per altri articoli della stessa categoria clicca su Finale Ligure nel Medioevo

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