Pubblicato da: luigivassallo | 2 ottobre 2009

Regolamento per l’importazione e la vendita di vino a Finale Ligure nel XIV secolo

NOTA Capitoli già pubblicati nella categoria Finale Ligure nel Medioevo: Regolamento dei mugnai; Regolamento dei fornai; Regolamento degli stanzieri; Regolamento dei macellai e beccai; Regolamento dei pescatori e pescivendoli

 REGOLAMENTO PER L’IMPORTAZIONE E LA VENDITA DI VINO

Nessuno può importare o far importare per mare o per terra in Finale o nel distretto di Finale vino o mosto prodotto i fuori della giurisdizione del marchese. Se qualcuno disattende questa disposizione il vino sarà confiscato dalla curia del signor marchese e chi l’ha introdotto perderà legna o bestie e sarà condannato a una multa di 25 libbre genovesi per ogni infrazione. In deroga a queste disposizioni può essere lecitamente importato in Finale da fuori vino vecchio nel periodo compreso tra metà agosto e metà settembre ma il mosto non può essere importato da fuori in nessun periodo. Questa disposizione si applica da oggi in poi.

Se uno, violando questa disposizione, importa del vino, per ogni infrazione pagherà 20 soldi e perderà il vino. Su queste infrazioni chiunque potrà presentare accuse e l’accusatore avrà diritto a un terzo del vino introdotto contro il divieto. Da queste disposizioni è escluso il vino del signor Oberto Spinola prodotto presso Pietra in località Morelli, che, per speciale concessione, potrà essere portato in Finale fino a 150 scandagli, purché sia stato prodotto tanto vino nella suddetta vigna. Si precisa che il suo gastaldo e i contadini che erano presenti all’epoca (della vendemmia) dovranno giurare che non mescoleranno altro vino col vino della suddetta vigna e che non faranno nessuna frode per aggirare la disposizione.

(Uno scandaglio era una misura di capacità pari a circa 70 litri. Gastaldo o castaldo era chiamato il fattore, quello che oggi chiameremmo amministratore di un’azienda agricola)

In deroga alle suddette disposizioni gli abitanti di Finale e del distretto possono lecitamente e senza ostacoli importare o far importare per tutto il mese di ottobre l’uva prodotta nelle loro vigne situate fuori del territorio e del distretto di Finale, ma devono giurare essi e i loro servi (se ne hanno) che non mescoleranno né faranno mescolare altro vino col vino delle loro vigne. Questo vino non può essere introdotto (nel territorio di Finale) se prima non è stato prestato tale giuramento e non deve essere fatta nessuna frode per aggirare la disposizione. Se poi si scoprirà che i suddetti hanno mescolato nel proprio vino o nella propria uva vino o uva di altri, il colpevole sarà condannato a una multa di 25 libbre genovesi e perderà vino e uva.

Per quanto riguarda la vendita del vino al dettaglio, nessuno in Finale o nel distretto di Finale può chiedere più di 4 denari per pinta a pena di una multa di 2 soldi per ogni contravventore e ogni infrazione. Infrazioni del genere potranno essere denunciate sotto giuramento da qualunque persona di buona fama, alla quale si dovrà credere sulla parola.

(Questo limite al prezzo di vendita del vino al dettaglio sarà successivamente modificato quando sul vino sarà introdotta una gabella, una specie di dazio o, per dirla in termini moderni, una specie di IVA)

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