Pubblicato da: luigivassallo | 30 settembre 2009

Regolamento dei pescatori e pescivendoli a Finale Ligure nel XIV secolo

NOTA Capitoli già pubblicati nella categoria Finale Ligure nel Medioevo: Regolamento dei mugnai; Regolamento dei fornai; Regolamento degli stanzieri; Regolamento dei macellai e beccai

 

REGOLAMENTO DEI PESCATORI E PESCIVENDOLI

Chiunque, di qualsiasi luogo sia, prenda pesci con la rete o se li procuri in qualunque altro modo, sotto vincolo di giuramento e sotto la pena descritta di seguito, deve portare o far portare la metà di tutti i pesci presi, grossi e piccoli, al borgo di Finale, naturalmente nel periodo in cui si usa vendere pesci durante la quaresima, per tenerli lì e venderli a chiunque voglia comprarli.

Quanto all’altra metà, dovrà venderne sul mare ai distrettuali (= gli abitanti del distretto) del signor marchese la metà della metà stessa al minuto, mentre della parte restante (cioè, della metà della metà) potrà fare quello che vuole.

Il prezzo di vendita dei pesci fissato dal regolamento varia a seconda del tipo e della grandezza dei pesci. Sul rispetto dei prezzi sono tenuti a vigilare gli stanzieri. In ogni caso i pescivendoli hanno l’obbligo di vendere pesce a qualsiasi suddito del marchese ne faccia richiesta, a meno che non si tratti di pesci pescati o da pescare per conto della curia del marchese.

Quando non è quaresima (e quindi si mangia carne)le disposizioni impartite a proposito della metà dei pesci pescati si intendono riferite ad un terzo.

. Questo capitolo ha valore nei riguardi di tutti coloro che pescano da Capo Noli fino alla linea del confine della terra del signor marchese, dalla terra del Vescovado in qua.

I pesci che i pescivendoli portano a vendere devono tenerli in piazza per venderli da mattina a mezzogiorno e, se ne sono stati pescati di più, da mezzogiorno fino al tramonto.

Se invece i pesci sono portati dopo il tramonto, devono conservarli fino alla terza ora (= ore 9) dell’indomani e venderli secondo le regole e le modalità predette. Chiunque contravvenga pagherà una multa di 20 soldi genovesi per ogni infrazione e subirà il sequestro dei pesci. Qualunque persona di buona fama potrà formulare l’accusa e incasserà un terzo della multa.

Chiunque compri una parte dell’altra metà dei pesci o tutta la  metà dovrà venderla allo stesso modo ai distrettuali del signor marchese secondo le regole e le modalità predette e dovrà portarla al borgo dove si vendono i pesci per venderla al dettaglio a tutti quelli che vogliano comprarne. I pescivendoli dovranno giurare che faranno questo sotto pena di 20 soldi genovesi. Chi compra la suddetta metà non potrà venderla a nessuno se non esclusivamente a tutti quelli che vogliano comprare al dettaglio, a pena della multa detta sopra.

Qualunque forestiero voglia pescare dentro i predetti confini della terra del signor marchese deve presentarsi davanti alla curia a giurare e a dare garanzia che osserverà detto ordinamento.

Se vengono portati al borgo pesci, quelli che li portano, se vogliono portare i pesci in piazza, devono presentarsi al giudice o al vicario o richiedere gli stanzieri e devono tenere i pesci in piazza e venderli secondo le modalità stabilite, come sembrerà opportuno alla curia o agli stanzieri a proposito dei pesci stessi, e gli stanzieri devono andare ad esaminare i pesci e a stabilire la parte da tenere e da vendere lì, sotto pena di una multa di 5 soldi per ogni stanziere richiesto e per ogni infrazione.

Se la curia non vorrà mandarceli o gli stanzieri  non vorranno andarci, allora quelli che hanno portato i pesci potranno portarli dove preferiscono, dopo aver fatto registrare che hanno denunciato quanto sopra alla curia e agli stanzieri.

I capi-reti e i soci devono venire a giurare dalle calende di febbraio (= 1 febbraio) fino all’8 dello stesso mese che osserveranno il capitolo predetto.

Nessuno potrà gettare o far gettare regolarmente le reti in mare per la pesca senza aver prima pronunciato il predetto giuramento, sotto pena di una multa di 20 soldi genovesi.

Chiunque, di qualsiasi luogo, porti pesci nel distretto di Finale è soggetto a questo capitolo.

I pesci devono essere portati per il borgo o per strada pubblica dai corbelini (= portatori di cesti) o da altre persone, sotto pena di una multa di 5 soldi ognuno per ogni infrazione e di sequestro dei pesci.

Si aggiunge, però, ad integrazione che, se in una calata di reti vengono presi pesci per un valore di meno di 5 soldi, i comportamenti vietati sopra non si ritengono fatti contro il presente capitolo.

Fuori dalla piazza dove si vendono i pesci non si può vendere per più di 2 denari a nessuno dalla metà che  deve essere portata al borgo.

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