Pubblicato da: luigivassallo | 28 settembre 2009

Il paese di Pulcinella

IL PAESE DI PULCINELLA

‘O PAESE ‘E PULICENELLA

‘O paese ‘e Pulicenella è una poesia scritta da Eduardo De Filippo nel 1949. Pulicenella (Pulcinella) non sa molto; sa solo che paese significa mondo e che è largo e tondo; non ha parenti né amici, ma…su una cosa non si smentisce mai: ‘O cunto purtatel’ a me (Il conto portatelo a me: attenzione, qui non significa il conto da pagare ma il conto da incassare!). E questo rivendicare per sé il conto costituisce il ritornello della poesia insieme con il tentativo di dare un nome a Pulicenella: sapete chi è? (sapìte chi è?) ma il nome non si può dire: Pulcinella è perepè…perepè…perepè.

E così la poesia procede con l’elenco dei campi e delle scene che Pulcinella occupa di volta in volta, sempre col monito finale ‘O cunto purtatel’ a me e col nome impronunciato e impronunciabile di Pulcinella (perepè…perepè…perepè).

Pulicenella è padron’ ‘e Paese (è padrone del Paese); fa tutte cos’isso (fa tutto lui); tene tutt’e vizie d’a rosamarina (ha tutti i vizi del mondo).

Se chiedi qualche informazione te risponne…ma caro te costa… (ti risponde…ma ti costa caro).  

Sta sempe stunato (sembra sempre stordito). Ma si appura c’’a povera gente, s’ha mettuto nu sold’ astipato (ma se viene a sapere che la povera gente ha messo un soldo da parte)…’O cunto purtatel’ a me.

Nun ce penza c’ ‘o tramm’ è scassato (non si preoccupa se i mezzi pubblici non funzionano). Si ‘o biglietto l’avite pavato…bene o male, v’ha fatt’ ‘o servizio (Se avete pagato il biglietto, bene o male il servizio ve l’ha fatto).

S’hadda fa nu lavoro stradale; s’hadda fa…ma però s’è fermato (si deve fare un lavoro stradale; si deve fare…ma si è interrotto).

Le piàceno ‘e carte, specialmente…si songhe signate (gli piace giocare a carte, soprattutto … con quelle truccate).

 È spassuso… Se spassa quanno port’ ‘e ccartelle arretrate … Sono imposte d’uscita e d’entrate, però isso nun pava na tassa (è un tipo divertente … Si diverte quando distribuisce le cartelle delle tasse. Sono tasse sulle uscite – la nostra IVA, le imposte sui consumi –  e sulle entrate – la nostra IRPEF, le imposte su quello che guadagniamo -, ma lui non paga mai una tassa).

Sape vita miracul’ e morte. P’ ‘e ppertose, p’ ‘e ssenghe e p’ ‘e pporte mette recchie…e s’ ‘a squaglia all’inglese (conosce tutto di tutti, ha orecchie dappertutto … e si sottrae sempre a qualsiasi responsabilità).

E nunn’ave né colpa né tuorto (lui non ha mai colpe né torto).

L’importante è: ‘O cunto purtatel’ a me. Adesso avete capito chi è Pulcinella? Pulicenella sapìte chi è? … Perepè…perepè…perepè.

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