Pubblicato da: luigivassallo | 11 settembre 2009

Non parlate mai male dei potenti

Giovenale è un poeta latino del I-II secolo dopo Cristo, autore di “Satire”. Nella I Satira, di fronte a un elenco nauseabondo di malcostume ormai generalizzato ai suoi tempi , conclude che I posteri non potranno aggiungere niente di peggio ai nostri costumi … abbiamo toccato il fondo per ogni vizio (evidentemente non aveva la capacità di leggere nel futuro e di immaginare i nostri tempi) e, in preda allo sdegno, decide di gridare la sua indignazione ai quattro venti (Alza le vele, spiegale tutte). Ma immagina l’obiezione di qualcuno: Sei all’altezza di una tale impresa? Da dove prenderai la franchezza con cui gli antichi scrivevano qualunque cosa volessero?

Certo, Giovenale non vive solo in tempi di diffuso degrado morale, ma anche in tempi in cui la libertà di parola non è ben vista dai potenti (e, anche sotto questo aspetto, il poeta non poteva immaginare i nostri tempi!): l’obiezione, perciò, è pienamente fondata. Ma Giovenale si sente punto nel suo onore e risponde Perché? Credi che io non abbia il coraggio di fare nomi? E il suo immaginario interlocutore (l’uomo del “buonsenso”) lo sfida: Fai il nome di Tigellino: brucerai in una torcia come bruciano quelli che mandano fumo dal petto squarciato e traccerai un ampio solco in mezzo all’arena. Come dire: farai una brutta fine, sarai bruciato vivo e trascinato nell’arena (a quei tempi succedeva; oggi, di solito, ci si limita ad ammazzare “virtualmente”!).

Messo di fronte a questa prospettiva, Giovenale diventa un po’ più prudente. Non se la sente di chiudere completamente gli occhi sulle schifezze in mezzo alle quali è costretto a vivere e non vuole accodarsi al coro di quelli che, per naturale tendenza al servilismo o per interessato opportunismo, trasformano l a merda in meraviglia (a Napoli si dice pigliano la sputazzata per lira d’argento)e si chiede: Ma allora chi ha avvelenato tre zii deve essere portato sulle piume e guardarci dall’alto? E il portatore del “buonsenso gli consiglia: Se lo incontri, chiuditi la bocca con le mani: per lui diventa un calunniatore (N.B. da portare evidentemente in tribunale!) chi si permette di dire “E’ lui” (…) Ogni volta che Lucilio (qui è la personificazione della satira) freme indignato, chi lo ascolta, pur avendo l’animo ormai indurito dai suoi delitti, arrossisce e si mette a sudare per la sua colpa nascosta. Di qua vendette e lacrime. Prima di dar fiato alle trombe medita bene queste conseguenze: una volta armato è tardi per pentirti della guerra.

Ormai Giovenale ha capito: non parlerà più dei vivi, ma solo dei morti (Vedrò che si può dire contro quelli le cui ossa sono sepolte sulla via Flaminia o sulla via Latina).

Questo succedeva ai tempi di Giovenale, quando non c’era una Costituzione democratica a garantire la libertà di parola.

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Responses

  1. bellissimo questo discorso su giovenale, credo proprio che te lo rubero’ per farci una lezione:-)
    o forse potresti venire tu a fare un corso chiamato proprio così, i classici ci parlano,a dimostrazione di quanto siano belli, attuali, parlanti..altro che latino morto, latino più vivo che mai, oggi.
    pensavo di far leggere il satyricon, con testo a fronte, in traduzione,ma che lo leggano…capiranno che non è stato tempo perso imparare quello che chiamo il solfeggio, cioè la grammatica.

    • Bene, buon lavoro. Ciao, Luigi


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