Pubblicato da: luigivassallo | 7 settembre 2009

Il paese dei balocchi

 

Nei capitoli XXX, XXXI, XXXII e XXXIII del suo PINOCCHIO Collodi ci presenta le avventure di Pinocchio nel Paese dei balocchi: dal fascino della vita spensierata alla trasformazione in asino, alla sua vendita prima a un impresario di spettacoli e poi a uno che vuol ricavare un tamburo dalla sua pelle.

Cos’è il Paese dei balocchi?

Ecco come lo presenta Lucignolo a Pinocchio quando cerca di convincerlo ad andare con lui:

Dove vuoi trovare un paese più sano per noialtri ragazzi? Lì non vi sono scuole, lì non vi sono maestri, lì non vi sono libri. In quel paese benedetto non si studia mai. Il giovedì non si fa scuola, e ogni settimana è composta di sei giovedì e di una domenica. Figurati che le vacanze dell’autunno cominciano col primo di gennaio e finiscono con l’ultimo di dicembre. Ecco un paese come piace veramente a me! Ecco come dovrebbero essere tutti i paesi civili!

Dunque il Paese dei balocchi è un modello di paese civile, perché in esso è bandita la fatica dello studio e, con questa fatica, la possibilità di formarsi una coscienza critica (unico fondamento a scelte autenticamente libere e responsabili).  Al contrario, in questo paese “civile” l’ozio e il divertimento sono i soli impegni richiesti ai suoi abitanti.

È un modello di “civiltà” che intende, evidentemente, sollecitare e  lusingare negli esseri umani tutt’altro che l’imitazione di figure di scienziati, di pensatori, di artisti, di operatori sociali che hanno fatto crescere l’umanità dalla sua animalità scimmiesca fino ai fasti (e anche agli orrori) dell’Homo sapiens sapiens. Ed è un modello di “civiltà” che deride, perché la considera “incivile”, la quotidiana fatica di tanti uomini comuni, che con l’onestà del loro lavoro hanno tirato avanti la propria famiglia e hanno dato un senso alla propria esistenza.

Chi fa pubblicità al Paese dei balocchi?

A convincere a poco a poco Pinocchio è Lucignolo, un suo compagno di giochi, uno come lui, uno del quale fidarsi, uno al quale credere perché non ha tornaconti da salvaguardare. Lucignolo non è la manifestazione di una pubblicità ancora rozza che si serve del passaparola perché non ha ancora elaborato tecnologie sofisticate di manipolazione del consenso. Lucignolo è, al contrario, il punto d’arrivo di queste tecnologie sofisticate: in lui la pubblicità annulla ogni distanza tra l’imbonitore e il pubblico e trasforma l’uomo della strada, il nostro compagno di viaggio, nell’incarnazione della pubblicità. Caduta ogni tenue barriera tra chi pubblicizza e chi viene catturato dalla pubblicità, il pubblico non vede più né l’imbonitore né gli interessi che questi serve ma solo altre persone comuni che condividono il “buonsenso”delle scelte, volute dall’imbonitore, ma vissute come adesione libera e spontanea.

Chi è il manovratore?

Finalmente il carro arrivò (…) Lo tiravano dodici pariglie di ciuchini (…) E il conduttore del carro? Figuratevi un omino più largo che lungo, tenero e untuoso come una palla di burro, con un visino di melarosa, una bocchina che rideva sempre e una voce sottile e carezzevole, come quella d’un gatto che si raccomanda al buon cuore della padrona di casa. Tutti i ragazzi, appena lo vedevano, ne restavano innamorati e facevano a gara nel montare sul suo carro, per essere condotti da lui in quella vera cuccagna conosciuta nella carta geografica col seducente nome di Paese dei balocchi.

Chi conduce il carro, dunque, ha la capacità di far innamorare di sé tutti quelli che sono rimasti ragazzi e di illuderli che, se lo seguiranno, parteciperanno tutti  alla spartizione della cuccagna che egli generosamente  promette.

Ma quest’omino, dalla maschera sorridente e accattivante, ha a volte delle reazioni che dovrebbero farci aprire gli occhi. Ad esempio, quando il ciuchino in groppa al quale Pinocchio – ormai convinto da Lucignolo – tenta di montare scalcia e fa cadere per ben due volte il povero Pinocchio, cosa fa l’omino per rimettere in riga il somaro ribelle?

Ma l’Omino non rise. Si accostò pieno di amorevolezza al ciuchino ribelle e, facendo finta di dargli un bacio, gli staccò con un morso la metà dell’orecchio destro.

E al secondo gesto di ribellione del ciuchino, l’Omino, invece di ridere, si sentì preso da tanto amore per quell’irrequieto asinello che, con un bacio, gli portò via di netto la metà di quell’altro orecchio. Poi disse al burattino: “Rimonta pure a cavallo, e non aver paura. Quel ciuchino aveva qualche grillo per il capo; ma io gli ho detto due paroline negli orecchi, e spero di averlo reso mansueto e ragionevole”.

Dunque l’Omino è capace di ridurre alla ragionevolezza chi prova a ribellarsi e lo fa con modi decisi (stacca a morsi gli orecchi al ciuchino!), che però, agli occhi innamorati di quelli che credono alle sue promesse di cuccagna, appaiono baci e carezze gentili.

Quando getterà la maschera l’Omino?

Quando, dopo qualche mese di dolce far niente nel Paese dei balocchi, Lucignolo e Pinocchio si accorgono di star diventando ciuchini, provano a chiudersi in una stanza per la vergogna. Ma l?omino non si dimentica di loro neppure in questa circostanza.

In quel frattempo fu bussato alla porta, e una voce di fuori disse: “Aprite! Sono l’Omino, sono il conduttore del carro che vi portò in questo paese. Aprite subito, o guai a voi!”.

Ora che la metamorfosi in somaro è compiuta, non servono più all’Omino la sua faccia accattivante che, col sapiente dosaggio dei suoi trucchi, fa innamorare chi è rimasto bambino né la sua voce melliflua che racconta bubbole spacciandole per la realtà. Ora può rivelarsi per quello che è e minacciare direttamente chi gli si oppone, senza mascherare la sua violenza con finti baci e finte carezze.

Ora Lucignolo e Pinocchio sanno, ora che l’Omino si accinge a far commercio del loro corpo come di tutti quelli che hanno ceduto alle sue lusinghe. Pinocchio, poi, attraverso un cammino faticoso, riuscirà a recuperare la sua umanità e a disintossicarla dalla droga della cuccagna. Molti altri non ci riusciranno.

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Responses

  1. il paese dei balocchi sembra l’Italia, i ciuchini gli italiani e l’omino di burro mi ricorda qualcuno… è tutto così inquietante e attuale

  2. […] vedo anche genitori che seguono i tempi, e come Pinocchio nel paese dei Balocchi, si perdono via, i figli finiscono per diventare compagni di gioco, e tutto cosi va a rotoli. Serve […]


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